Centrale Rischi Banca d'Italia: come richiederla e leggerla

Centrale Rischi Banca d'Italia: come richiederla e leggerla

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La Centrale dei Rischi è l'archivio della Banca d'Italia che raccoglie ogni mese i debiti di imprese e famiglie verso banche e finanziarie. Puoi consultarla gratis dal portale Servizi online, con SPID o CIE, e la risposta arriva di norma entro 30 giorni. Leggerla significa confrontare accordato, accordato operativo e utilizzato.

In breve

  • La CR è gestita dalla Banca d'Italia e alimentata ogni mese da banche e finanziarie: non è una lista di cattivi pagatori.
  • La soglia di segnalazione è 30.000 euro per singolo intermediario; scende a 250 euro per le sofferenze.
  • L'accesso è gratuito: portale Servizi online con SPID, CNS o CIE, oppure posta o consegna a mano in Filiale. La PEC non è più valida per la richiesta.
  • Nel prospetto contano accordato, accordato operativo e utilizzato: quando l'utilizzato supera l'accordato operativo c'è uno sconfinamento.
  • La CR è pubblica e obbligatoria, CRIF e gli altri SIC sono privati e volontari: non sono la stessa cosa.

Cos'è la Centrale Rischi e chi la alimenta

La Centrale dei Rischi (nome ufficiale: Centrale dei rischi, CR) è la banca dati della Banca d'Italia sui debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e finanziario. Non è una lista di cattivi pagatori: registra anche i pagamenti regolari.

Segnalano gli intermediari partecipanti: banche, finanziarie iscritte all'albo ex art. 106 TUB, società di cartolarizzazione, OICR che investono in crediti, acquirenti di sofferenze e Cassa Depositi e Prestiti.

Ogni quanto si aggiorna. Le segnalazioni sono mensili: fotografano l'ultimo giorno del mese, si trasmettono entro il 25 del mese successivo e sono disponibili di norma il mese ancora successivo. I dati di agosto compaiono ai primi di ottobre: circa due mesi di ritardo.

La soglia. Il cliente è segnalato quando l'importo da restituire a un singolo intermediario è pari o superiore a 30.000 euro. Non si calcola sul totale del sistema. Le sofferenze sono segnalate già sopra 250 euro.

La sofferenza non è un ritardo. Serve una valutazione complessiva e una difficoltà grave e non transitoria. La banca segnala l'intera esposizione per cassa, al lordo delle svalutazioni.

La differenza con CRIF e gli altri SIC

La CR è un archivio pubblico, gestito per finalità di vigilanza. CRIF, Experian, CTC e Assilea sono Sistemi di Informazione Creditizia (SIC): banche dati private, volontarie, che registrano anche semplici ritardi e importi sotto i 30.000 euro. La Banca d'Italia non li supervisiona.

Come richiedere la Centrale Rischi gratis, anche per una srl

L'accesso è gratuito. Se un sito ti chiede denaro per una "visura Centrale Rischi", stai comprando un servizio, non un documento ufficiale.

Dal 13 aprile 2026 il Portale dei servizi online per il cittadino (servizionline.bancaditalia.it) è l'unico canale telematico per la richiesta. La PEC non è più utilizzata: lo conferma la comunicazione della Banca d'Italia del 3 agosto 2026.

I canali, passo per passo

  1. Portale con identità digitale. Entri con SPID, CNS o CIE, compili la richiesta e scarichi il prospetto. Il legale rappresentante può chiedere i dati della società e attivare un abbonamento gratuito annuale: i dati arrivano ogni mese alla PEC aziendale.
  2. Portale senza identità digitale. Firmi il modulo, lo scansioni con un documento e lo invii dal portale. La risposta arriva per posta o PEC.
  3. Posta o Filiale. Modulo per posta ordinaria o consegna a mano in una Filiale, con documento valido.

Per una società possono chiedere i dati il legale rappresentante, il liquidatore, i soci illimitatamente responsabili, i soci di srl e i membri del collegio sindacale.

Quanto tempo serve

Di norma la risposta arriva entro 30 giorni. Per una richiesta presentata da un delegato per conto di una persona giuridica il termine sale a 90 giorni. Con SPID, CNS o CIE può essere in tempo reale; allo sportello, se le verifiche sono rapide, anche immediata. Per chiarimenti: 800 196969 e centrale_rischi@bancaditalia.it.

Come leggere il prospetto: categorie, accordato, utilizzato

Il prospetto ha tre sezioni: anagrafica, importi e richieste di informazione. L'ultima elenca chi ha consultato la tua posizione negli ultimi sei mesi.

La CR non mostra i singoli contratti: raggruppa i rapporti per categoria di censimento.

CategoriaCosa contieneEsempi
Rischi autoliquidantiFinanziamenti rimborsati con l'incasso di crediti verso terziAnticipi su fatture, factoring, sconto
Rischi a scadenzaFinanziamenti con scadenza fissata dal contrattoMutui, leasing, prestiti rateali
Rischi a revocaFidi utilizzabili entro un limite e revocabili dalla bancaApertura di credito in conto corrente
SofferenzeIntera esposizione per cassa di un cliente in grave difficoltàPosizioni classificate a sofferenza
Crediti di firma e garanzieGaranzie rilasciate dalla banca o ricevute dal garanteFideiussioni

Le classi di dato che contano:

  • Accordato: l'importo che la banca ha deciso di concedere.
  • Accordato operativo: la quota effettivamente utilizzabile secondo il contratto. Di norma coincide con l'accordato; diverge, per esempio, nei finanziamenti per stato di avanzamento dei lavori.
  • Utilizzato: il debito effettivo alla data della segnalazione.

Si aggiungono saldo medio, importo garantito, durata e stato del rapporto.

Lo sconfinamento è la parte di utilizzato che supera l'accordato operativo: fido da 100.000 euro, conto scoperto per 112.000, sconfinamento di 12.000.

Cosa guarda la banca (e cosa la preoccupa)

La banca la confronta con il bilancio e con la tua storia.

Cosa guardareCome si leggePerché preoccupa
Utilizzato su accordato operativoSopra il 100% c'è sconfinamentoIl fido non basta, la cassa è tesa
Stato del rapporto"Sconfinante da più di 90 giorni", poi "oltre 180"La persistenza diventa inadempimento
Rischi a revocaFido usato stabilmente al limiteLa banca può ridurlo o revocarlo
Rischi autoliquidantiUtilizzo alto e crediti scadutiIl circolante non si incassa
Rischi a scadenzaRate scadute e durata residuaIl rimborso si sta allungando
SofferenzeCompare anche per 300 euroÈ la nota più pesante

La CR fotografa l'ultimo giorno del mese: uno scoperto di pochi giorni può non comparire, ma se dura più di 90 giorni diventa inadempimento persistente. E la banca vede gli importi per categoria, ma non il nome delle altre banche.

Il confronto che conta è con il bilancio: un utilizzo alto è fisiologico se il circolante gira. Il Current Ratio dice se le attività a breve coprono i debiti.

Prima di trattare con la banca, metti i numeri in fila: il tool gratuito Analisi Bilancio XBRL estrae dal bilancio depositato debiti verso banche, crediti e margini da affiancare alle voci della Centrale Rischi.

Esempio: una srl con sconfinamento ricorrente sul fido di cassa

Esempio: una srl manifatturiera con 1,8 milioni di ricavi ha questi dati in CR.

CategoriaAccordatoAccordato operativoUtilizzatoStato del rapporto
Rischi a revoca (fido di cassa)100.000100.000118.000Sconfinante da più di 90 giorni
Rischi autoliquidanti (anticipi fatture)80.00080.00080.000Regolare
Rischi a scadenza (mutuo)200.000200.000168.000Regolare

La prima riga racconta il problema: il fido di cassa è superato di 18.000 euro e lo sconfinamento dura da più di 90 giorni. La seconda dice perché: gli anticipi su fatture sono usati al 100%, quindi i crediti non si incassano. La terza è la parte sana.

Come la legge la banca: margine zero, sconfinamento persistente, circolante che non si autoliquida. In istruttoria è probabile che chieda un piano di rientro e la riduzione dello scoperto. Le leve sono tre: rinegoziare l'accordato, accorciare i tempi di incasso (l'articolo sul DSO spiega come misurarli) e prevedere la cassa delle settimane successive.

Sofferenza, preavviso e correzione degli errori

Il preavviso. La circolare n. 139 impone all'intermediario di informare per iscritto il cliente e i coobbligati (garanti, soci illimitatamente responsabili) alla prima segnalazione a sofferenza. Per il cliente consumatore l'informazione deve essere preventiva, ai sensi dell'art. 125, comma 3, del TUB, e riguarda anche il primo inadempimento persistente, cioè un credito scaduto o sconfinante da più di 90 giorni. Per un'impresa la comunicazione scritta è dovuta, ma il preavviso formale tutela il consumatore.

Se il preavviso manca. L'Arbitro Bancario Finanziario, con la decisione del Collegio di coordinamento n. 4519 del 10 maggio 2023, ha chiarito che l'informativa ex art. 125 TUB non è presupposto di legittimità della segnalazione in CR: se è vera, resta; il cliente può chiedere il risarcimento del danno, se lo prova.

Come correggere un errore. Solo l'intermediario può modificare i dati. Scrivi alla banca indicando segnalazione, data e dato corretto, e chiedi rettifica o cancellazione. La correzione viene trasmessa a tutti gli intermediari che avevano il dato errato.

Se non risponde, presenta un reclamo (risposta entro 60 giorni) e poi ricorri all'Arbitro Bancario Finanziario: 20 euro, restituiti se il ricorso è accolto, senza avvocato. In alternativa, un esposto gratuito alla Banca d'Italia; oppure il Garante privacy o il giudice.

Ogni quanto controllarla e quando serve un professionista

Una routine ragionevole:

  • Prima di chiedere un fido o rinegoziare una linea: è il momento in cui la banca la leggerà.
  • Una volta al trimestre, per vedere se lo sconfinamento sta diventando abitudine.
  • Dopo la chiusura di un finanziamento, per verificare che la segnalazione si chiuda.
  • Con l'abbonamento mensile alla PEC, se hai una società.

Tre limiti. È una fotografia di fine mese con due mesi di ritardo: non sostituisce l'estratto conto. Non è una certificazione del debito: alcuni intermediari non partecipano e le posizioni sotto soglia non compaiono. Non spiega il perché: un utilizzo alto può dipendere da un ritardo di incasso.

Serve un professionista quando la CR racconta una storia diversa dal bilancio, quando c'è una sofferenza da contestare o quando devi presentare un piano alla banca. Il punto di partenza è il merito creditizio: non dipende da un solo indice, e la sostenibilità del debito si misura con il DSCR, non con il fatturato.

Domande frequenti

Quanto costa richiedere la Centrale Rischi?

È gratuita: si ottiene dal portale Servizi online, per posta o in Filiale senza pagare. I servizi commerciali che vendono "visure" aggiungono un costo proprio.

Qual è la soglia di segnalazione?

30.000 euro per singolo intermediario, sull'importo complessivo dovuto a quella banca o finanziaria; la stessa soglia vale per le garanzie. Per le sofferenze scende a 250 euro.

Quanto tempo resta una segnalazione?

Gli intermediari consultano solo gli ultimi 36 mesi. Quando il debito si estingue o scende sotto soglia, la segnalazione non viene più inviata dal mese del fatto, ma i dati storici restano nell'archivio.

Posso chiedere la cancellazione di una segnalazione?

Solo se il dato è errato. La richiesta va fatta all'intermediario che ha segnalato. Se non risponde o non ti soddisfa: reclamo, poi Arbitro Bancario Finanziario o esposto alla Banca d'Italia.

La banca vede i nomi delle altre banche?

No. Vede indebitamento, categoria, importi e regolarità dei pagamenti, ma non l'identità degli altri intermediari.

Che differenza c'è tra Centrale Rischi e CRIF?

La CR è pubblica, obbligatoria e gestita dalla Banca d'Italia. CRIF è un SIC privato, volontario, che registra anche ritardi e importi sotto i 30.000 euro. Per i dati CRIF devi contattare CRIF.

La Centrale Rischi può bloccare un mutuo?

Non decide da sola: è uno degli elementi che la banca usa per il merito di credito, con bilancio e dati dei SIC. Una storia regolare aiuta, una segnalazione negativa recente rende l'istruttoria più difficile.

Fonti

Approfondimenti


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